
Un regalo per i fans che non li hanno mai abbandonati, e che li hanno sempre supportati nonostante un mercato discografico che sembra relegare le sonorità melodiche in secondo piano. È questo, e non solo, in poche parole “Talking Ain’t Enough – Live in Tokyo”, live album mastodontico dei melodic hard rockers di Hannover Fair Warning. Gli ingredienti per uno di quei dischi dal vivo che hanno fatto la storia ci sono tutti: produzione stellare, esecuzioni che sfiorano la soglia della perfezione, ed in fine, l’educata partecipazione accorata del pubblico giapponese, da sempre affezionato alla band.
L’album è composto da tre cd per un totale di trentatre brani più due intro (anche se il terzo dischetto “live at Lodupark 2009 recupera alcuni brani dei primi due), nei quali il meglio della discografia dei tedeschi viene presentata senza sbavatura alcuna. Come sempre, sia che si tratti di brani più tirati come “Out on the run”, o di ballate dolci e sognanti come nel caso di “Hey Girl” è il mood solare e luminoso che caratterizza l’intera produzione Fair Warning a farla da padrone. Lungo la durata del lavoro la band esce spesso dalla rigidità dalle versioni da studio lasciando cantare il pubblico e dando risalto ai solos strumentali, anche se questa componente solistica è sempre ben ponderata e tiene alla larga possibili sensazioni tediose. Da incorniciare “Kashmir” dei Led Zeppelin, eseguita in forma strumentale con la chitarra di Helge Engelke che esegue il “cantato” della versione originale, e con il pubblico nipponico che accompagna con corposi battiti di mano le suadenti ritmiche.
La band, come già detto, gira che è una meraviglia, su tutti svettano la prove del già citato chitarrista, incantevole il piglio neoclassico nei brani dal feeling più tragico, e del singer Tommy Heart, capace in sede live di farsi leggermente più aggressivo e di donare per questo, quel sostrato di vissuto alle tracce. Trattandosi di un live album i giudizi sui brani vanno dati unicamente in quel contesto, ma per chi non conoscesse ancora i Fair Warning, beh vi posso dire che brani come: “Generation Jedi”, “Here comes the heartache”, “I Fight”, “Don’t Keep Me Wating”, possono tranquillamente essere annoverati tra i classici dell’Hard Rock melodico degli ultimi dieci anni.
In definitiva, un album ottimo sotto tutti i punti di vista, che testimonia, l’ottimo stato di salute di una band che album dopo album è riuscita ad imporsi, al pari di poche altre, come una delle realtà di maggior spessore delle sonorità in esame. Esplosivo, malinconico e coinvolgente, intorno a tali aggettivi, che sono quanto di meglio ci si debba aspettare da un disco dal vivo, ruota “Talking Ain’t Enough – Live in Tokyo”. Acquisto d’obbligo per tutti gli estimatori della band, e solida opportunità di addentrarsi nell’universo delle sonorità melodiche per i neofiti.