
Nuova release per i Doom-masters maltesi; attivi dal 1991, i Forsaken, giungono con questo nuovo After The Fall, al quarto full-length (che vede la luce, a quattro anni di distanza dal precedente Dominaeon), e lo fanno in maniera eccellente. Certo, l'heavy-doom, proposto dalla band, elude innovazione e sperimentazione, ma resta sempre di ottima fattura, ben bilanciato, tra riffs plumbei e armonizzazioni epico-evocative.
E così, l'ascoltatore, si troverà a dover aprire il proprio animo alle invocazioni create dal cantato di Leo Stivala, nella splendida Sins Of The Tempter, una doom track magistrale, per struttura ed esecuzione; o a dover accogliere, le disarmonie sulfuree e viziose, che si fanno strada, nei nove minuti di Vanguards Of The Void.
Nuovi, antri bui, vengono creati dalla malinconica ed elegante Armida's Kiss, e da The Sage, con il suo altalenare, arpeggi sinistri e cascate di riffs dotati di pachidermica grazia. Seguono Dies Irae e Metatron And Mibor Mythos, due episodi non all'altezza dei precedenti, chiudono un album, che candida la band, quale uno dei migliori act doom europei. Un disco che risente, delle produzioni di bands quali: Candlemass, Count Raven e Trouble (in particolare per la matrice cristiana delle liriche), ma che in sé, resta un prodotto di alto livello, capace di imporsi all'attenzione di ogni doomster che si rispetti. Doom or be doomed.