
Suonare, quello che si definisce Viking/Black Metal, non è assolutamente semplice, o meglio suonare black metal infarcito di venature epico/evocative esige una scelta votata al trasporto dell’ascoltatore. Una sana attitudine che deve tendere a farlo partecipe, attraverso il sound, di ciò che si narra; e per rendere partecipe l’ascoltatore, in primis si ha bisogno di una materia originale.
Questa premessa è assai necessaria lungo l’esame di un lavoro come “Völuspá Part III: Fall of the Ages” degli islandesi Fortíð, giunti con questo album alla terza parte della trilogia iniziata nel 2003 con “Thor's Anger”. Quello proposto dalla band è un black metal di matrice classica che privilegia un mood sinistro ed atmosferico intervallato da qualche sporadica componente epica (vocals pulite, passaggi acustici, cori) che non elude lampi di buona musica, come nell’ottima “Equilibrium Reclaimed”, o nei dieci minuti della finale e sofferta “The Future”. A parte queste, il resto dell’album suona leggermente scontato, come la materia di fondo, che tratta degli ormai sovra abusati miti nordici. Ed anche se la provenienza geografica della band è affine alla mitologia messa in primo piano, questo non giustifica una scelta che ormai, nel 2010, risuona stantia.
Cosa altro aggiungere ad un lavoro, che se anche ben suonato è fatto di stereotipi? Si, che la strada da fare per guadagnare l’agognato Valhalla è ancora lunga ed impervia.