
Il primo Ep degli australiani Grey Waters comprende cinque canzoni, eppure una sola. Cinque frammenti di un unico viaggio ben raccontati dalle immagini del booklet. Sono le foto di un’alba che non arriva mai, di un sole che non illumina, quello evocato nel titolo dell’Ep. Come i minuti del giorno che precedono la notte, i brani hanno qualcosa di malinconico, il sapore della nostalgia e del distacco, la consapevolezza di qualcosa che si perde per sempre. Sentimenti che vengono espressi con un rock alternative arido, capace di diventare consolatorio, nei momenti più tristi, per chi l’ascolta. Il pregio dell’ EP è quello di riuscire a tenere la stessa atmosfera dall’inizio alla fine, senza bruschi cambiamenti di umore e quindi di sonorità. Per questo motivo riesce a suggerire il senso di un circolo, di tante parti che completano l’uno. Forse anche grazie al limitato numero dei brani.
I due musicisti che compongono la band, D. e Tim sono anche membri dei Woods of Desolation e degli Austere, due gruppi Black Metal che abbandonato lo scream, si dedicano a composizioni melodiche, con chitarre anche acustiche, keyboard e voce pulita. I Gray Waters si presentano come una band interessante e profonda, da consigliare agli amanti di Anathema e Katatonia ai quali dicono di ispirarsi.