
Anche con strutture e componenti sonore non originalissime si può comporre un lavoro di tutto rispetto, capace di regalare all’ascoltatore tanta buona musica. È in queste semplici righe che trova definizione ultima un lavoro come “Reflecting Evil”. L’album rappresenta la prima studio release dei Grievers, band nostrana alle prese con un Melodic Death metal di impronta moderna, che se da un lato non cela le influenze di scuola svedese, dall’altro si lascia apprezzare e si pone al passo con i tempi grazie anche alla ricerca costante del groove.
Lungo tutta la durata del disco (37 minuti) la band dimostra di essere davvero ben preparata tecnicamente e di possedere un gusto per il songwriting sopra le righe. Le strutture dei brani sono tutte lineari e compatte, tanto da farsi ascoltare sempre con piacevolezza e sono ottimamente bilanciante in una dialettica che associa fisicità e riflessione melodica. L’impatto, la produzione ed il mood di fondo moderno, rendono l’album appetibile ad una larga fascia di ascoltatori, e questo è un pregio che mette in luce una percezione accresciuta di ciò che è la composizione musicale.
In virtù di quanto detto, nascono tracce capaci di stupire anche il più consumato degli ascoltatori, come ad esempio: “Universe” o “Concept Of Wisdom”, brani che si lasciano apprezzare per i curatissimi passaggi di chitarra e per i tempi ondeggianti tra dinamiche thrashy ed inflessioni dispari.
Un lavoro dalla qualità costante che ci presenta una band, che già al debut si mostra matura e degna di tutte le attenzioni del caso. È forse arrivato il momento di guardare anche un po’ in casa nostra per ciò che concerne il Death Metal melodico? Dopo l’ascolto di “Reflecting Evil” la risposta è assolutamente affermativa. Modernismo, melodia e fisicità in una combine quasi perfetta.