
Ad un solo anno di distanza dall’EP autoprodotto “Deconstructive Portrait” raggiungono il traguardo del debut album, i norvegesi Horizon Ablaze, band dedita ad un Death Metal di stampo classico, ma che nella sua predeterminazione formale non esclude molti elementi di interesse. “Spawn”, questo il titolo del disco, si compone di quattordici brani oscuri e marziali, dove vengono in luce i riferimenti alle prime produzioni americane dei vari Death e Autopsy da un lato, ed alcuni spettri Asphyx, che rendono il tutto molto interessante.
Prescindendo da qualche rara eccezione, i brani dell’album si muovo lungo territori che privilegiano moods foschi ed asfittici entro i quali si presentano accelerazioni repentine. Un po’ troppo minimalista il lavoro alle chitarre mentre le linee di basso (sempre molto presenti) meritano un plauso per qualità e diversificazione rispetto al classico compito votato a sottolineare i tempi. E se le tastiere poste nella parte centrale di un brano come “Throne of Trepidation” potrebbero far storcere il naso a qualche purista, “Homicidal Reign” è un brano di sicuro impatto che porta con sé tutta quella tradizione oscura, inaugurata dai già citati Asphyx. Di buona fattura anche il lavoro alle vocals, sia nella sua componente più gutturale che in quella più straziata e sofferta.
Il disco, nonostante qualche autocitazione sparsa è un buon prodotto, certo non siamo al cospetto di un capolavoro, ma comunque di un lavoro deciso e dotato della giusto piglio nichilista. A sfavore anche la durata dello stesso disco, un ora per un lavoro del genere è forse eccessiva. Prescindendo da tali considerazioni, la band appare dotata di buone potenzialità che con il passare del tempo potrebbero arricchirsi e donare piacevoli sorprese. Al momento, “Spawn”, resta un lavoro che mi sento di consigliare ad ogni purista del genere, in particolare a coloro che sono alla ricerca di una band ancora non intaccata dal music biz.