
Dopo aver ascoltato gli ultimi album che mi sono stati inviati, mi sono reso conto che la musica underground fa davvero bene alla salute, purtroppo sono ancora poche le persone che hanno scoperto questo suo potere "panaceo". Molto probabilmente se si riuscisse a garantire una più efficace diffusione di queste realtà musicali emergenti, si riuscirebbe a dare una spinta verso un miglioramento di tutte le produzioni mondiali; in questo modo le grandi band si sentirebbero in pericolo e vedrebbero la loro posizione di egemonia e di dittatura musicale vacillare in modo preoccupante. Così facendo si verrebbe a creare una concorrenza spietata, grazie alla quale ogni singolo gruppo sarebbe costretto a farsi il culo in molteplici parti ( ben oltre le classiche "4 parti") per cercare di fare meglio degli "avversari"; insomma:una battaglia all'ultimo riff.
Dopo questa breve lezione di marketing spicciolo, possiamo passare agli Hyra: band padovana dai numeri orchestrali (ben 7 membri per 60 minuti di fuorioso death metal). Dodici tracce compongono questo primo full-lenght; dodici tracce di death metal chiuso, rabbioso, scostante, buio. L' album si apre con un intro che richiama le atmosfere proto-apocalittiche di pellicole come Silent Hill, 28 Giorni Dopo e così via: Urla, sirene, voci nell' ombra, una chiara sintesi dell' essenza di questo "Seek For Salvation". "Last Breath" si apre con dei pregevoli groove di batteria, veloce, decisa, marmorea; "Depression/Regression": schizofrenica, inarrestabile; questi sono i primi minuti durante i quali si comincia a scorgere quello che sembra essere un insormontabile monolite death dal quale non possiamo che essere schiacciati. "Let The Dead Bury The Dead" si apre con un basso esplicitamente funky che diverte e rende interessante tutta la traccia, che alla lontana può ricordare qualcosa dei Bloodbath; e questo di certo non guasta. "No mercy" incarna l' incubo di ogni bambino: un docile carillon viene letteralmente soppresso da un fiume di break, contro tempo e tanto cavernosi quanto inquietanti affondi di growl davvero estasianti.
Non mi dilungherò oltre nell' analisi di ogni singola traccia dato che, a mio avviso, dodici tracce sono troppe per un album di questo tipo, poco per volta vengono fuori soluzioni già sentite e un poco ripetitive. Questa non è un rimprovero che faccio a questi talentuosi ragazzi, ma è rivolto un pò a tutto il genere: ricordiamo "The Gallery Of Suicide" dei Cannibal Corpse, un capolavoro certo, ma 14 tracce sono un pò troppe non trovate?
Un disco tutto sommato ben costruito e gestito davvero in modo ammirevole (tecnica mai fine a se stessa e non ostentata); non è facile comporre un esordio death metal dall' impatto così devastante e intrigante, un' ottimo lavoro di insano e claustrofobico metallo che non lascia alcuna via di fuga e non da tregua a chi vi si avvicina, la cui unica pecca (come già detto) è la sua eccessiva lunghezza.