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Gli Icon In Me si formano nel 2007, dalle ceneri degli Hostile Breed, ed annoverano nella propria formazione, il vocalist Tony JJ (Mnemic, Transpot League), ed il drummer Morten ( Soilwork, Hatesphere). Human Museum, prima fatica della band, è stato prodotto da Jacob Hansen (Destruction, Mecenary), e vede come ospite alla chitarra Steve Smyth (ex Nevermore, Testament).
Un Debut, quindi, di un certo calibro (dovuto sia al buon curriculum, di alcuni membri della band, sia ad un lavoro produttivo di tutto rispetto), che si rivela essere davvero un ottimo punto di partenza per gli Icon In Me. Human Museum, si compone di undici tracce in bilico tra sonorità nu-metal, e sferzate thrash di derivazione moderna, che hanno nel groove e nei chorus melodici, i propri punti cardine. Tutto l'album si assesta su un livello medio/alto, cedendo qualcosa, verso il finale con alcuni pezzi, che tendono a ripetere alcune soluzioni ritmiche e strutturali. Tra i pezzi migliori del lotto: L'opener Dislocated, il singolo That Day, That Sorrow e l'ottima To The End. Buona la prova della band tutta, che dimostra di possedere buona tecnica, mai fine a sé stessa, ed un buon gusto per la forma-canzone. Qualche piccolo passo falso, viene solo, da alcune soluzioni melodiche, che a volte tendono a somigliarsi troppo tra loro, ma quando la band, decide di aggredire, lo fa in maniera davvero eccelsa, alternando riffing thrash (in alcuni casi son presenti ritmiche death) e furia hardcore.
Human Museum, è quindi un lavoro di buona fattura, che può piacere a chi ascolta Machine Head, e a chi invece ascolta Dillinger Escape Plan. Da seguire con molta attenzione.