
Con The Spider Queen degli Ignitor, inauguriamo una nuova collaborazione, ovvero quella con l’etichetta americana Heavy Artillery etichetta specializzata in sonorità 80’s. E questo nuovo album (il terzo) degli Ignitor, non è altro che un tributo a quelle sonorità, sonorità che vanno ad abbracciare: Angel Witch, Omen, Cirith Ungol, Manilla Road e Judas Priest.
The Spider Queen si compone di undici brani forgiati del più puro ed incontaminato verbo metallico, un verbo che ripudia ogni forma di evoluzione e che trova il proprio modo d’essere in un continuo di sensazioni epiche, queste prendono forma attraverso monolitici mid-tempos sui quali svetta la fiera “Construct of destruction”, brano che non sfigurerebbe all’interno di un lavoro come “British Steel” dei Priest. Non da meno sono: l’epica “Magnus Opus”, o la roboante “Evil Calling”, brani capaci di riportare l’ascoltatore a godere di quelle sensazioni metalliche che un ventennio fa la facevano da maggiore. Ottime anche le introspezioni tinte di melodie evocative che guidano “I never knew” e “Angels descend”, dietro le quali compaiono armonizzazioni tanto care ad alcune produzioni della N.W.O.B.H.M. (primo album dei Maiden incluso).
Concludendo, gli Ignitor hanno realizzato un album ottimo, che nel suo piccolo, riesce davvero a sorprendere per fedeltà ad un certo tipo di sound, fedeltà che parte dalla cover e sfocia nel songwriting, passando per una produzione minimalista, secca ed efficace. Qui non vi sono effetti speciali di sorta, ma solo tanto Heavy Metal genuino e pregno di rimandi epic.
Una di quelle produzioni capaci di farsi apprezzare, perché rivendica attraverso la musica un ideale di appartenenza. Defender raise your banners!