
Ritorno sulle scene per la spietata macchina da guerra di Singapore, gli Impiety, band longeva e con una discografia più che ampia. La band in questo 2011 si dona al mercato con “Worshippers of the Seventh Tyranny”, lavoro contenente una sola traccia di 38 minuti (in realtà il brano è diviso in sette parti). In virtù di tale articolazione, l’album ci regala la band pregna di un mood epico, ben differente dal solo donarsi alla barbarie dei lavori precedenti.
Naturalmente, come per la maggior parte delle releases degli Impiety i riferimenti a Sodom, Morbid Angel, Slayer e Mayhem si sprecano, e come di norma, il lavoro è abbastanza prevedibile. Ma questo non deve far pensare ad un disco scialbo e privo di idee, in realtà le idee anche se derivate sono esposte con la dovuta rabbia e con un appeal che non tollera compromesso alcuno. Il brano presente alterna momenti di puro caos fisico e passaggi strumentali carichi di marziali fanfare metalliche.
Dopo l’ascolto intero della traccia, si desumono due cose: da un lato la band ha comunque ancora dei limiti (dal punto di vista dell’innovazione qui si è su un livello che è pari allo zero), ma è fiera e trova la propria forza devastante ed annichilente proprio in quei limiti. Riffs taglienti, estenuanti up-tempos e vocals blasfeme vomitate di volta in volta sul capo dell’ascoltatore, sono la materia prima di questo lavoro. Un disco ottimo, nella sua formalità, figlio di una band che ha scelto di rappresentare sé stessa attraverso l’infimo.