
Oramai consapevoli che il nuovo decennio ci impone l'etichettatura di un genere anche per una semplice accordatura, molti sono i gruppi che cercano di uscire dagli schemi mescolando varie influenze, cercando di creare qualcosa di nuovo. Fin qui nulla da eccepire, anzi, ma il problema si pone nel risultato finale, quando nell'ostentare questa bella iniziativa, quasi sempre si lascia il tempo che si trova.
Per fortuna questo non e' il caso dei Jar Of Bones, band friulana attiva dal 2004 con alle spalle un EP nel 2006 “Brain In A Jar” e giunti oggi al full length con “A Raid Stain”, che raccoglie già i primi plausi per una registrazione più che valida ed un booking altrettanto professionale.
Unico punto saldo di questo cocktail musicale è l'ascendente della Seattle degli anni novanta, e questo lo si nota subito dalle prime tracce, mentre la bravura compositiva degli udinesi, risiede nell'accostare a questo genere , venature crossover , hard rock (o dei brevi riff di un rock più arcano come nel rafrain di “Walk Of Hate”) sempre con una certa logica. Per citare qualche nome basti pensare ad Alice in Chains e Soundgarden in primis, con un occhio a System of a Down, Nirvana e Guns and Roses, fino ad arrivare persino a sonorità molto più moderne, come nella sesta traccia “My Magdalene“, la quale potrebbe benissimo calcare scenari più commerciali.
Insomma, ce n'e' un po' per tutti i gusti, anche da un punto di vista tecnico, primeggiato dai chitarristi Cristian Tavaro e Luca Marcuzzo, ma senza nulla togliere ad una buona base ritmica, mai in cerca di oneri particolari, appagata nella propria sezione, dimostra professionalità pur in un contesto essenziale, equilibrando ogni condizione, riuscendo così a portare il lavoro ad un' assoluta armonia senza ne' vinti ne' vincitori.
Ma come spesso accade, c'e' sempre un rovescio della medaglia, in questo caso e' la voce di Nicola Sartor, il quale nell'approccio con una così variegata moltitudine di espressioni musicali, non sempre e' impeccabile nel dare una giusta interpretazione a tutto, palesando fatica in alcuni riff . Ma nonostante non sia tutto confacente al suo cantato, rimane pur sempre un singer pieno di dote, e di grande professionalità, di cui sono la dimostrazione innumerevoli assonanze armoniche (d'altronde la perfezione è solo divina).