
Amanti delle sonorità old style ed in particolare di quelle che crebbero in seno alla N.W.O.B.H.M. non sprecate il vostro nel leggere le mie descrizioni astruse e datevi da fare per ascoltare il debut album di questa band svedese. Perché facendolo potreste trovare risposta riguardo al quesito: “ma cosa è oggi l’Heavy Metal classico”?
Questo album dei Katana è il classico debut rivelazione, colmo di luoghi comuni sia sonori che concettuali, ma dotato di un mood di fondo diretto e sfacciato che fa passare in secondo piano tutte le referenze sonore da cui è stato partorito. Queste referenze si chiamano: Iron Maiden, Diamond Head, Angel Witch, anche se i Katana rispetto a questi ultimi non mettono in primo piano un mood oscuro, ma tanta sana vena votata al divertimento ed alle prese di posizione rispetto al lifestyle rock/metal.
Ritmiche arrembanti, chitarre accoppiate negli assoli e vocals altisonanti, sono questi i semplici ingredienti che rendono esplosivi brani come: “Blade of Katana”, “Phoenix on Fire” o “Across the Stars”, tutti dotati di chorus che restano memorabili nella propria facilità ed immediatezza. Un discorso a parte merita “Heart of Tokyo”, il singolo che ha anticipato il disco in questione, e che sembra provenire direttamente dalle prime produzioni Scorpions. Sulla stessa linea “alla nitroglicerina” è “Rebel Ride”, dove venature Hard Rock e aperture Heavy richiamano in tutto e per tutto l’essenza dei già citati Diamond Head di “Lightning to the Nations”
Un lavoro che riesce a trasportare l’ascoltatore dalle prime note fino all’ultimo coro anthemico della più epica “Quest For Hades”, brano dove forse l’influenza Maiden è troppo marcata. Ma è un brevissimo smacco che si può concedere ad un debut.
Un lavoro fatto per coloro i quali sono ancora profondamente innamorati delle sonorità 80’s. Un vero e proprio salto retroattivo volto a recuperare umori e suoni che, nonostante tutto, sono ancora accattivanti. Ottimo.