
Inutile stendere un interminabile elenco di band che fanno eccezione e che smentiscono questa "regola"; ovviamente da una band che si accinge a rilasciare il proprio terzo full-lenght, ci si aspetta una prova di peso o quantomeno, una maturità, tale da dimostrare la strada che verrà percorsa negli anni avvenire. Per quanto riguarda i Kenòs, è tempo di tirare le somme e di confermare le buone impressioni avute con "The Craving".
Dediti ad un death metal, che per le sue anomalie (e similitudini) può essere ricondotto alla scuola svedese della zona di Göteborg, i nostrani Kenòs forgiano un lavoro interessante ma dall' ascolto non semplice. Il sound della band lombarda è la commistione dei principali generi estremi dell' heavy metal: Death, Trash e Black, che fanno di “X-Torsion” un esotico ibrido che guarda avanti e si integra alla perfezione negli standard odierni ( per capirci meglio, in ciò che oggi viene definito Metal Moderno). I riferimenti alla vecchia guardia ( ad esempio l'intro della title track dichiaratamente di natura At The Gates), sono pochi e celati all' interno della fitta rete di scintillanti riffs, insomma piccoli particolari che si rivelano dei tocchi di classe. Il disco si compone di dieci tracce, che pur essendo suonate a velocità stratosferiche, sembrano non far scorrere allo stesso modo il tempo che ne richiede l' ascolto.
L' opener "Room Sexteen" parte a razzo dopo un minuto di un' inutile intro, riffs secchi e veloci, break e cambi di tempo scavezzacollo e qualche parte vocale femminile qua e la non funzionano proprio. "2012 Omega Assimilation" è la traccia più black di tutto l' album, le atmosfere cupe che aleggiano sull' album si fanno più dense e impenetrabili e la confusione regna sovrana. Seguono "Encounter" e "I Remember", il primo strettamente death e ben strutturato pur essendo un brano abbastanza complesso, il secondo è una classica ballata metal dai contorni non chiaramente definiti che sfoggia leggere sfumature gothic che non convincono più di tanto.
La title "X-Torsion", come abbiamo già detto, strizza l' occhio agli At The Gates e si fa portavoce di quel death melodico a cui abbiamo già fatto cenno; brano ben strutturato e completo: progressioni, break e sferzate di cinico death metal.
Da questo punto in poi l' album si fa più interessante e qualitativamente migliore, "Bitchswitch" si apre con una progressione che vorresti non finisse mai, sulla quale vengono intessute gradevoli parti melodiche e un pregevole assolo, tecnico ma non noioso.
Saltando fino a "Revolver Revival", giungiamo al cospetto di quello che a mio avviso è il brano migliore di tutto l' album, fossero stati tutti così sarebbe stato un capolavoro: cruda follia death alla massima potenza, inarrestabile e incontrollabile. Il lavoro si conclude con un' altra ballad "Eyes Of Hurricane Pt. 2", che dopo una combo di 4 brani di pregevole fattura (X-Torsion,Revolver Revival e Addiction Xtintion in primis ) , delude e lascia l' amaro in bocca a coloro che si aspettavano una chiusura in grande stile.
La dedizione con la quale la band opera e mette in piedi le proprie tracce, dimostra, nell'impatto sonoro, passione e umiltà. Ma ciò non basta a fare di “X-Torsion”, l' album della consacrazione. La band lombarda, pur sostenendo livelli alti di tecnica e intuizione, pecca ancora di ingenuità compositiva, volendo strafare e curando poco i dettagli di quello che sarebbe potuto essere un degno successore del migliore e precedente "The Craving".