
Primo studio album per i Laeta Mors, band lombarda alle prese con sonorità thrash/black di stampo classico che riportano in auge quello stile scarno, grezzo e minimalista che rimanda ai primi lavori di Bulldozer, Sodom ed Hellhammer.
Lungo tutta la durata dell’album (35 minuti) la band dimostra di aver ben appresso la lezione delle bands sopracitate e di riuscire nonostante l’ausilio di una drum machine, a proporre sempre un sound compatto e virulento, fatto di riffs veloci e spogli da orpelli diversificanti sui quali si stagliano vocals feroci ed una attitudine che non ammette compromesso alcuno e che privilegia chiusure e determinazioni stilistiche.
Tra i dodici brani presenti, spiccano: l’opener “Livid Existence”, la sfacciata “Route 666” e l’oscura “Ghosts of Mind”. Veri e propri rimandi ad una scena che oggi risuona distante ma non per questo obliata.
“Deafening Silence” è in definitiva un buon lavoro, che riesce a farsi apprezzare per il proprio risultare affine a stilemi passati, ma non per questo si pone alla bieca stregua di un clone album, ed è proprio da questa sua affinità, che l’album trae la sua forza maggiore, ma anche un destino che ne relega l’ascolto ai die hard delle sonorità proposte.
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