
Ritorno discografico per i Leaves’ Eyes di Liv Kristine e Alexander Krull, che con questo nuovo Njord, continuano a trattare di leggende nordiche, come già accaduto nel precedente Vinland Saga del 2005. Alla luce dell’ascolto di questo nuovo lavoro, si può tranquillamente affermare che ormai la band (che può essere definita una deformazione musicale degli Atrocity, vista la presenza massiccia dei membri di questa ultima band all’interno dei Leaves’ Eyes), ha raggiunto una buona maturità compositiva, grazie ad una personalità spiccata. Personalità che si fa strada attraverso un gothic rock/metal che privilegia linee sinfoniche (spesso al limite della colonna sonora) di grande impatto emozionale, questo grazie al cantato di Live Kristine, vero e proprio punto di forza della proposta sonora tutta.
Njord è un lavoro ben suonato che non annoia, grazie a strutture sonore oscure ed epiche che hanno il pregio di non risultare mai troppo artificiose. Un lavoro che vede in songs come “Emerald Island” e “Take The Devil In Me” i proprio momenti migliori, perché riescono a dipingere scenari fascinosi dal flavour fiabesco, ciò grazie anche ad arrangiamenti di prim’ordine. Degna di nota anche l’acustica “Irish Rain” pregna di malinconica enfasi.
Concludendo, i Leave’s Eyes danno alle stampe un lavoro ottimo, tra i migliori della loro discografia, un lavoro capace di ammaliare. Peccato per la prova di Alexander Krull (un po’ sotto tono), ma questo non toglie i meriti ad un album triste ed epico, che riesce a disegnare paesaggi lontani e scenari incantati e sofferti.