
Nati in quel di Parma nel 2003 i Lena’s Baedream danno seguito all’Ep “Self-attack and all the following facts” con questo studio album “Memo – love chronicles”. Partendo dalla concezione degli anni 90, la band nostrana rivisita e rivede quanto il Rock elettrico ha prodotto in quegli anni, e ad esso aggiunge un mood di fondo che guarda sia al Rock/Pop di matrice nazionale sia a quanto, in particolare dall’Inghilterra, ha invaso il mercato discografico.
L’album ci presenta dieci brani sempre ben equilibrati tra sfaccettature Grunge e facilità mnemonica (in particolare nei chorus), nei quali spicca l’ottima prova del singer Cristian Ferrari, capace tanto di regalare sensazioni calde ed avvolgenti, quanto di lanciarsi entro turbinosi acuti sofferti. Discorso diverso per ciò che riguarda le dinamiche delle composizioni, queste anche se si mantengono sempre sopra la soglia di una sufficienza espressivo/compositiva, risentono delle influenze di una band come i Muse. Interessante, il concept platonico di fondo che analizza il concetto di amore nelle sue manifestazioni, sia positive che negative. Altrettanto interessante la rivisitazione di “ Missing” degli Everything But The Girl”, spogliata della sua fredda veste elettronica e rivestita di elettricità e di implosioni emozionali.
Tra i brani migliori del disco, vanno citati: “Attitude to Cry” e l’ottima “Message to Jolene”, ovvero i brani dove riffs divengono più corposi e fanno emergere, per contrasto, la dialettica aggressività/sentimento. In definitiva, una prova buona che fa ben sperare per le sorti future della band e che saprà di sicuro ammaliare coloro che sono alla ricerca di album colmo di sfaccettature rock di ultima generazione, ove è il mood sentimentale a dominare sul tutto. Anche se spesso, nel disco, si ricade nel sentimentalismo e questo toglie un pizzico di credibilità ed aggiunge un alone parossistico e morboso.