
Formatisi nel 2003 in quel di mosca i Letargy Dream rappresentano una costola dei deathsters Beheaded Zombie (visto che i membri coinvolti nel progetto militano in questa band), che già su queste pagine sono stati recensiti. Con “Heliopolis” la band moscovita da alla luce il proprio terzo studio album e lo fa nel migliore dei modi, imponendosi grazie ad una personalità di buon rilievo e ad un sound ibrido e non avaro di sorprese.
Cantati tutti in lingua madre, i quattro brani presenti nel lavoro si posano sotto il vessillo del Progressive Metal, anche se sono molti i rimandi al Doom di matrice melodica ed al Death Metal. Ma quello che fa fare all’album uno scarto e lo impone al disopra della sufficienza dei contenuti è la volontà di presentare brani ottimamente strutturati e complessi, sempre guidati da una vena compositiva che tende ad inglobare più che ad irrigidirsi in forme predeterminate. Accanto a classiche strutture metalliche si accompagnano malinconici arpeggi, code strumentali dal piglio Jazz ed un mood di fondo che riesce ad essere soave e brutale al tempo stesso, questo anche grazie alle vocals del leader Letarg ottimo sia negli antri tonali puliti che in quelli marci.
“Heliopolis” è un lavoro che vive di impeti e di qualche colpo di genialità, anche se la lunghezza dei brani, con estremi che vanno da un minimo di sette minuti ad un massimo di sedici, rende faticoso l’approccio immediato ed in qualche caso potrebbe arrecare qualche sensazione di ripetitività. Nonostante ciò, ed in particolare, quando la band si dona ai momenti dotati di maggior riflessività riesce a generare stati di pathos emozionale, così come quando rimescola le carte in tavola e dopo dichiarazioni Death Metal impone l’immortale tema sonoro de “la pantera rosa” di Henry Mancini.
Un lavoro, vario ed colmo di punti di interesse, peccato per qualche brano un po’ ripetitivo, ma per ora va più che bene, anche perché in alcuni punti le potenzialità espresse dalla band sono di caratura assoluta. Da seguire con molta attenzione, perché la città del sole riecheggiata dal titolo potrebbe presto palesarsi e rappresentare una degna risposta a gente del calibro dei Cynic.