
I Liquid Graveyard sono la nuova band del frontman dei celebri Cancer, john Walker.
Il caro John, forte di un passato da genio della musica estrema, credeva di avere la strada spianata e di poter fare tabula rasa con questo debut "On Evil Days", ma si è sbagliato di grosso. Per lui un concept tutto nuovo, che unisce tediose melodie a quella tecnica fine a se stessa che non ha mai portato da nessuna parte.
Il corpus dell' opera si compone di basi ritmiche puramente death ("Rumors Are Like Black Machine Guns" ne è l' esempio più immediato), sovrastate da chitarre morbide e poco consistenti che evocano un misero prog, come dimostrano i riff di "Criminister", "Them Greeds" e gli armonici di "Anthead Grotesque".
L' album poi procede a tentoni, come perso, in una nebbia gothic, frutto del cantato lirico di Raquel Walker che lo alterna ad un notevole, e più consono, growl. E' chiaro che l' intento di Walker e compagni è quello di sperimentare. Ma non sempre la sperimentazione è cosa buona e giusta, gli elementi sonori che compongono l' album, e che abbiamo già analizzato, sono decisamente poco consistenti. Ognuno di questi prevede approcci e modi, diversi l' uno dall' altro e per poterli accostare e fondere si è dovuto apportare consistenti cambiamenti in modo da amalgamare il tutto senza però perdere alcuni dei tratti distintivi.
Per fare un esempio, nell' album sono riconoscibili soluzioni proprie del progressive, ora, il progressive necessita di una velocità di esecuzione molto alta ,cosa che non prevede il gothic, si è dunque deciso di suonare in modo più lento per permettere ai due generi di andare d' accordo ( si veda "Them Greeds"). Il risultato: Un album estremamente confuso e di basso livello, nonostante i componenti della band abbiano dato prova di possedere una buona tecnica, ma la tecnica senza le idee giuste a cosa serve?