
Il “sapersi rinnovare” è spesso un concetto alieno in ambito Metal, perché se da un lato il tanto invocato ritorno verso sonorità e stilemi classici in favore di svolte innovative, ha prodotto tante buone bands ma anche un circolo vizioso animato da impeti di clonazione, sono sempre meno le giovani promesse disposte a sperimentare. Fortunatamente nel caso dei Logical Terror questo non avviene, anzi sin da ora vi dirò che la band, se continuerà sulle coordinate proposte con “Almost Human” e le svilupperà in maniera ulteriore potrebbe davvero stordire l’audience tutta, e non mi riferisco unicamente ai confini nazionali.
Ma procediamo con il dovuto ordine, la proposta della band si muove entro coordinate Metal dal piglio modernista e per questo non elude rimandi elettronici e snervanti ritmiche sincopate, in quello che potremmo definire Industrial Metal di nuova generazione, capace tanto di contemplare violenza quanto di “svendersi” (termine tutto positivo) a melodie immediate. È con queste due carte che la band si lascia apprezzare, oltre che per una musicalità matura e per una capacità compositiva fuori dal comune.
Gli otto brani presentati sono tutti ottimi e sempre ben equilibrati nel mettere in primo piano la dialettica sonora fatta di contrasti che anima il sound tutto, in particolare per la forte vena elettronica di cui si nutrono le tracce, cosa che le fa figlie del tempo e non contemplazioni nostalgiche di un passato remoto.
Vi è poco altro da dire ad un lavoro freddo e chirurgico come un algoritmo ma anche asfissiante come lo strapotere dei nuovi media. Il rinnovamento della scena dovrà necessariamente partire anche da qui, perché la percezione delle proprie potenzialità è prima di tutto data dal saper osservare senza paraocchi entro i propri momenti di appartenenza.