
Nel più che inflazionato universo Stoner/Doom Metal i torinesi Loimann, pur senza aver dato alle stampe un capolavoro, riescono a farsi notare ed a farsi apprezzare grazie a questo “Towards Higher Consciousness”, lavoro allucinato ed ammaliante capace di combinare in modo attento e bilanciato il groove ed il suono alieno della scena di Palm Desert ed insieme a questo il gusto per il riffing pesante e compatto di matrice “sabbathiana”. Il risultato di tutto ciò si esplica attraverso dodici brani avvolgenti, dodici brani capaci di creare un costante senso di vertigine, grazie anche alle vocals filtrate ed inquiete che rendono il sound tutto estremamente altero ad ogni forma di realtà. Un vero e proprio tributo agli stati alterati della coscienza ed ai paradisi artificiali, è questo che esprime, nel senso più pieno, il sound della band piemontese.
Le tracce sono tutte buone, con picchi di qualità superiore come: “Flashover”, “Black Ethanol” e T. H. C. forse il brano migliore in assoluto, perché capace tanto di restare nella schematicità del genere proposto quanto di arricchirne le sfaccettature grazie a corposi rimandi di matrice Noise.
In definitiva, un lavoro che mette in mostra delle ottime potenzialità, certo non un album facile, ma un disco che esige più di un ascolto e che merita la giusta predisposizione da parte dell’ascoltatore. Il solco oltre gli stati consci è stato tracciato, attendersi slanci di avanguardia, in futuro, è del tutto lecito.