
Pur avendoli apprezzati in occasione del loro primo album “Hated for who we are”, dagli italianissimi Lucky Bastardz non mi sarei mai aspettato un secondo lavoro di queste proporzioni. Questi quattro ragazzacci entusiasmano per la loro miscela di heavy metal, hard rock e rock sfacciato; stile Motorhead per intenderci, un’ossatura sonora potente e veloce nella quale confluiscono anche elementi classici e spolverate a tratti di prog.
Si parte subito a bomba con la opener “Fire, Beers, rock n roll”, canzone compatta, diretta e precisa con un durissimo guitar riffing di Paco e una sezione ritmica, a cura di Mark e del nuovo acquisto Mr. TNT, semplicemente terremotante. La mia heavy listening procede con: “Sin City”, canzone con l’attitudine del singolo e di sicuro impatto, la successiva “Tale From The Land Of Mafia” (da notare lo splendido lavoro paco alla chitarra acustica) ci porta dritti dritti verso “Honour and Blood”, song a metà strada tra Sodom e Motorhead dove il signer Geppo si muove come un pesce nell’acqua, potente e granitica, una vera hit in sede live. “The Ballad Of Kelly The Killer” ci mostra il lato più introspettivo della band dove viene messa da parte la “violenza” per far spazio alla melodia e agli intrecci tra gli strumenti con il cantato recitato di Geppo che conferisce al pezzo un’atmosfera unica. L’album scorre fluido e regolare per tutta la sua durata, pezzi come “Black Hole” o “Drunkard” sono veri e propri gioielli e il “bluesaccio” “Death All Day, Life All Night” in chiusura, è veramente la ciliegina sulla torta.
Un lavoro che davvero non potrà mancare di entusiasmare ogni fan del metal nelle sue più varie accezioni. Basta proprio poco per far felice un uomo. A volte anche solo poco più di 43 (intensi) minuti di grande musica! Grandi Lucky Bastardz, avanti così!