
Nello sconfinato panorama Gothic Metal di ultima generazione, quello che vede il trionfo di sensazioni romantiche e della classica associazione tra female e growl vocals, i tedeschi Mandrake occupano una posizione dai tratti sempre originali, pur non stravolgendo le coordinate del genere in esame.
La band, con questo “Innocence Weakness” da alle stampe il quarto Full-length e lo fa nel modo migliore, grazie ad una musicalità forte, attenta alle melodie e che non riduce mai la proposta tutta al solo accompagnamento delle prestazioni vocali, come accade nella stragrande maggioranza delle bands del genere in esame. L’album è composto da dodici brani per un totale di cinquanta minuti, dove vengono in primo piano una serie continua di sensazioni solari che non si svendono mai al semplice ed immediato sentimentalismo e sono incentrate su un mood riflessivo, adulto e sognante.
Come era lecito aspettarsi, l’album si regge sulla alternanza delle vocals della graziosa Birgit Lau e sulle buie fisicità growl di Lutz de Putter, impegnato anche alla chitarra. Tale aspetto, canonico, risulta sempre ben equilibrato ed accorto a non ridurre nessuna della due prestazioni a semplice orpello. Alle melodie/aggressioni vocali si sposa un tappeto strumentale di caratura ottima che riesce ad essere tanto forte e aspro, come in “Save Us From Ourselves”, quanto sognante ed etereo come dimostra la splendida “A Serenade To The Sea”. Ma le sorprese non finiscono qui, la band ha infatti liberato sé stessa dalle restrizioni legate alle etichette ed in virtù di ciò si passa dai tocchi delicati della strumentale “Innocence”, che ricorda gli Anathema, al riff efficacissimo e dal piglio tecnico di “Autumn Infinity”, dove sembrano riaffacciarsi sensazioni The Gathering, fino a giungere a “Coma”, ove si sposano insieme, echi Black Metal ed un chorus luminoso e teatrale. Una vera e propria nota di merito va ad “Existence”, brano immediato, maledettamente Rock oriented, ma non per questo scevro di intensità.
Un lavoro davvero ben riuscito, pieno di ottime melodie e soprattutto, personale. Il capolavoro per i Mandrake è molto vicino al compimento. Intanto ci godiamo uno dei lavori in ambito Gothic di maggior spicco, per ciò che concerne il 2010, ed anche il punto più alto nella discografia della band.