
"We’ re heavy metal, if you don’t like it fuck you!” E' con questo monito in puro stile Manowariano che si apre l' ottavo capitolo della saga tutta made in Germany dei Metalium.
Fin dal primo lavoro, i Metalium, hanno prodotto un sound oscillante tra il più classico degli Heavy Metal e il Power di scuola tedesca, senza mai sbilanciarsi troppo, sono sempre riusciti a partorire un distillato di puro e duro metallo con continui, ma non esagerati, rimandi ai primi lavori di Rage, Blind Guardian e Helloween.
L' intero album è sintetizzato nell' artwork di copertina; fin dal primo ascolto, “Grounded”, si dimostra subito una creatura irrequieta e aggressiva che non vuole altro che uscire dalla sua gabbia, ma al tempo stesso un solido blocco di granito che si impone come uno dei migliori lavori della band.I Metalium non ci risparmiano niente, in 10 tracce riescono a prenderci a calci nel sedere come si deve. L’album si apre con "Heavy Metal", traccia in pieno stile Metalium, repentine accelerazioni e improvvisi cambi di tempo ne rendono esaltate e vivace l ascolto.
Seguono "Light of the day" e "Pay the fee", nelle quali Henning Basse da prova di essere un cantante dall' ugola d' acciaio; in tracce come "Falling into darkness" e "Once Loyal"chitarre e batteria sembrano non dare tregua all' ascoltatore che non trova scampo neppure nei taglienti assoli e nei pungenti acuti di Basse.
Possiamo riprendere fiato in "Crossroad Overload", "Alone" e nella ballata "Borrowed Time", che sono i momenti che trasudano la maggior quantità di quel German Power di cui abbiamo già parlato."Lonely" chiude il cerchio così come è stato aperto.
La traccia migliore dell' album è, a mio avviso, "Pharaon Slavery", che riprende i temi pesanti e solenni dell' immagine di copertina, sia nel sound che nel testo, la traccia procede a ritmi lenti e decisi che ricordano le frustate che scandivano il tempo di lavoro agli schiavi egiziani durante la costruzione delle piramidi, caricando il brano di una cupa e densa tensione che trova soluzione solo nel brano successivo.
Non rimane niente più da dire, un ottimo lavoro da un' altrettanto ottima band che di sicuro non deluderà sia la vecchia guardia che i nuovi appassionati.