
“The Great Rock 'n' Roll Swindle” titolavano I Sex Pistols nel lontano 1979. Dietro tale motto si celava quella che era la vera essenza della band, ovvero quel suo essere a metà tra un fenomeno di costume ed una vera e propria incarnazione sonora.
Tale tendenza o modo di presentarsi ha avuto effetto anche nel metal, basta pensare ai fantomatici Spinal Tap, ed alla all-stars band Burjeria,quest'ultima, incarnazione perfetta di quella che potrebbe essere definita una vera e propria band di parvenza, una band che ha fatto suo in maniera geniale, ogni singolo luogo comune che ruota intorno all’universo metal e lo ha sublimato attraverso una forte e sferzante ironia. Sembrerebbe, quindi, che questo modo di fare a metà strada tra la presa in giro e la seriosità abbia portato fortuna.
Ma come sempre arriva quella inattesa eccezione a rimettere in discussione la norma, in questo caso specifico l’eccezione prende il nome di Milking The Goatmachine, band la cui biografia racconta di storie di capre miste ad alieni e ad altre fantomatiche apparizioni.
Sotto contratto con Anstalt Records (etichetta nata da una costola della Nuclear Blast), la miscela sonora della band (che essi stessi definiscono goat-grind) si esplica attraverso un death-grind dal taglio moderno, che sinceramente, risulta scontato ed anonimo, spesso svogliato e privo di mordente. Ad eccezione di “Surf Goataragua” (versione personale e ben eseguita di “Surf Nicaragua” dei Sacred Reich) e di “Wasting Away” dei Nailbomb, l’album è del tutto privo di spunti di interesse e tende a regalare un continuum di sensazioni tediose. Ciò non avviene in virtù di carenze tecniche o di una produzione debole, ma unicamente in merito alla scarsa qualità delle tracce presenti.
I Milking The Goatmachine danno l’impressione di essere l’ennesimo fenomeno discografico per cercare di smuovere quelle classiche situazioni di stallo in cui spesso ricadono le etichette e gli artisti ad esse legati. Vi è ben poco da aggiungere, oltre al fatto che dietro le maschere caprine che celano l’identità dei membri di questa singolare band, vi è ben poca musica.
Resta comunque il dubbio in merito al fatto di interpretare un lavoro come questo, ovvero: vederlo come una burla musicale e quindi lasciarsi trascinare da essa, o pensare ad un estremo capriccio da parte di qualche semi-star annoiata?