
Prendendo in esame, con qualche piccolo ritardo, questa recensione rispetto ad altri portali di uguale natura, ho notato che i siti colleghi in più di un caso hanno stroncato questo nuovo album dei Mirror of Deception. “Passo falso”, “incidente di percorso”, “caduta di stile” eccetera, sono stati questi i termini di definizione riguardo a “A Smouldering Fire”, quarto studio album della Doom Metal band tedesca. Ed è stato proprio questo il motivo principale che ha ritardato la messa online della recensione; ho cercato di ascoltare il disco e di indagare tutte le sfaccettature, e questo perché non potevo credere che una delle band contemporanee, a mio modo di vedere, dotate di maggior talento potesse essersi smarrita a quattro anni dalla gemma “Shards”.
In realtà e come avviene spesso, la verità probabilmente sta nel mezzo, e potrebbe essere la seguente: i Mirror of Deception, tentano la via della diversificazione, non spaventatevi la band suona sempre è comunque Doom Metal dai tratti malinconico/epici, è solo che in questa occasione il mood fosco dei lavori precedenti viene messo leggermente da parte in favore di una poetica più intima. Le tracce di “A Smouldering Fire” tendono ad assumere un chiarore ed una luminosità tonale man mano che le si ascolta. Ed è forse questa la differenza maggiore rispetto al recente passato della band. Naturalmente, il cambiamento e l’approccio diverso hanno apportato qualche difficoltà espressiva e questo palese in alcuni brani, ma hanno anche messo in primo piano una volontà votata alla maturazione.
E se l’opener “Isle Of Horror” riprende in tot oil discorso stilistico di “Shards”, la seguente “The Riven Tree” è già testimone di quel piccolo cambiamento che pone in essere melodie dotate di maggior forza e che non si specchiano unicamente in riffs ombrosi, ma che sanno nutrirsi anche di passaggi aerei e leggeri. Continuando, anche “Unforeseen” segue questo nuovo tratto compositivo e porta con sé qualche spettro Anathema, ma come detto già in anticipo arriva anche un brano piatto e poco ispirato come “Lauernder Schmerz”. Il venire ad essere di “Walking Through The Clouds”, traccia splendida e carica di pathos fa riflettere, su quanto i Mirror of Deception siano portatori sani di una personalità forte, così come la seguente “Sojourner” dove la voce di Michael Siffermann si scontra entro lidi di riffs pachidermici. La conclusione del lavoro è affidata a due ottimi brani che però sembrano un po’ incompleti, e infatti “The Flood And The Horses” e “Voyage Obsure”, tendono a lasciar scemare l’attenzione dell’ascoltatore.
Concludendo, “A Smouldering Fire” è un album che potrebbe essere definito transitorio ed è sicuramente il lavoro dall’approccio più difficile mai partorito dalla band. Tale difficoltà non nasce in virtù di architetture compositive intricate, stilisticamente i Mirror of Deception sono rimasti una Doom Metal band a tutti gli effetti, è solo che hanno provato ad abbandonare quella dimensione circolare e formalmente più accorta all’ascoltatore che nei lavori precedenti era uno dei punti di forza. Non a caso la già citata “Voyage Obsure”, lascia intravedere leggere aperture in chiave folk.
Per ciò che mi concerne, questa nuova release della band tedesca non è un punto d’arrivo ma un nuovo piccolo inizio, che cede qualcosa all’intensità, ma guadagna in credibilità. D’altronde si parla sempre di musicisti dalla classe sopraffina e dalla personalità che non si nutre di riflessi altrui.