
È inutile nasconderlo, le sonorità di “nuova generazione” nel metal hanno avuto molto da dire negli ultimi anni. Il più delle volte lo hanno fatto standardizzandosi e imponendo canoni di ripetitività contestati alla controparte old school, ma questo non toglie che, nel bene e nel male, abbiano dato nuova linfa e dettato canoni al genere tutto ed alla sua crescita. Comunque la si pensi in merito il modern, nu, new, groove metal ecc.. si è ritagliato uno spazio di interesse ed ha eluso, quella accusa che lo vedeva unicamente come tendenza ed oggi va valutato come vero e proprio sottogenere alla pari degli altri.
Quando poi sotto esame vi è uno dei lavori delle bands più illuminate del settore non si può non convenire con l’opinione sopra espressa. “Sons Of The System” mai titolo fu più azzeccato dalla band danese, si perché questo nuovo album rispetto ai suoi predecessori palesa in maniera cristallina la volontà degli autori di farsi voce di quel sistema di etichette e di super produzioni che sono la vera quintessenza delle sonorità moderne. I Mnemic hanno guardato dentro sé stessi ed hanno partorito un lavoro che è una piccola summa di metal moderno; si va dal riffing circolare e spezzato di matrice Meshuggah alle melodie che sanno di ruggine e sci-fi dei Fear Factory, dalle ritmiche serrate agli stacchi carichi rabbia groove alle vocals dal piglio hardcore, senza alcuna sbavatura di sorta.
Il risultato è un lavoro senza punti deboli, se non quello legato alla prevedibilità, ma si sa i figli del sistema devono necessariamente portare con loro quell’alone di standardizzazione che non ammette rischi. Un lavoro in cui spiccano la furiosa titletrack, la tesa “March of the Tripods”, ed il riffing marcio e le mleodie aeree di “Within”. Brani che hanno la forza di piacere alla più svariata frangia di ascoltatori, per quel loro restare a metà strada tra l’impeto violento e la facilità d’ascolto.
Un caleidoscopio di sonorità moderne che però non ha la forza di rottura delle avanguardie. Ma è palese che queste ultime amano combattere il sistema dall’esterno.