
Uscito lo scorso Dicembre, ma giunto da me solo in questi giorni, Halfway To Nowhere è il debut album dei belgi Möse, band che propone sonorità in bilico tra Doom, e sludge intriso di dissonanze e di vocals rabbiose dal taglio hardcore. Pur movendosi su lidi sonori che hanno come punto di riferimento principale i Crowbar, i Möse si mostrano una band dotata di buone qualità compositive, e di una buona personalità. I brani che compongono Halfway To Nowhere, sono quasi tutti (se si esclude la strumentale Glass, troppo lunga e artificiosa), di buona fattura, grazie al susseguirsi di riffs fangosi e di stacchi ritmici, che mettono in mostra una componente eclettica di tutto rispetto, nel suo far proprie influenze 70’s e sprazzi di visionario noise.
Degne di nota: l’opener People Eat Dogs In China, la viziosa e sofferente I Sleep With Demons, e l’inquieta Hijack Hotel, ove nel chorus, prende corpo in tutta la propria forza sgraziata, la voce dagli umori etilici del singer (anche la basso), Klootöör. Un lavoro di buona fattura, che ci mostra una band capace, e dotata di un buon gusto per il songwriting. Una band che in futuro potrebbe riservare molte sorprese, se saprà aggiungere qualche variante alle proprie architetture sonore di base, architetture che con questo debut, mostrano di avere solide fondamenta.