
Ritorno sulle scene d'alta caratura per i nostrani Mothercare, che con “The Concreteness Of Failure” mettono in mostra il proprio essere sempre attenti alla temporalità, sia per ciò che concerne l’assetto musicale in senso stretto, sia per ciò che riguarda una attitudine critica attenta e sempre figlia di riflessione e non di casualità. A partire dalla splendida copertina, che riprende in chiave da fumetto il tema iconografico del il trionfo della morte (in particolare quello dipinto da Bruegel), il disco mette in primo piano, in maniera, non allegorica (come accade nel dipinto) la miseria e la vanità della condizione umana.
Tale condizione viene passata la vaglio di dieci brani d’impeto fisico, forti di un Thrash Metal che si sviluppa in chiave moderna e che non elude rimandi al groove e a sprazzi ‘core. Riffs granitici, vocals aspre e rabbiose che però sanno anche plasmarsi alle nuove tendenze che privilegiano riflessivi mood melodici, ritmiche che si sviluppano entro una grande eterogeneità. Sono queste le linee guida di un lavoro che si tiene sempre al riparo dal rimandare a momenti tediosi, questo anche grazie a brani ben strutturati ed equilibrati tra asimmetrie ed assalti frontali, che in più di una occasione possono essere paragonati a quanto fatto dalle produzioni Gojira.
E se “To Be Or To Sink”, associa ad un riff ossessivo un chorus nella sua doppia veste (melodica e fisica), lasciando così trasparire la volontà della band di non guardare unicamente agli ambiti ristretti del Thrash Metal. “Mother” e “Gateway To Extinction” sono brani immediati che trasudano sensi di rivalsa verso coloro che hanno asservito il volere della masse a finti bisogni.
In conclusione, un lavoro più che riuscito, da parte di una band che ha sposato, con merito assoluto, la causa dello stare entro la propria temporalità. Dare fine ai propri impeti romantici, ed ai tratti di bieca atemporalità non è mai stato così feroce. Ad oggi, tra le bands che possono essere annoverate nell’ambito del vanto di appartenenza geografica.