
Che determinati generi musicali nascano, crescano e trovino terreno fertile in specifiche zone del globo, non è un caso. È noto ormai a tutti, credo, che tra le determinanti/dominanti di certi modi di fare musica c'è senza dubbio e in modo abbastanza consistente devo dire, il fattore ambientale, ma non intendo spendere troppe parole sull' argomento, del quale ho già avuto modo di esporre la mia più di una volta.
Queste poche parole mi sono servite ad introdurre il terzo full-leght dei finnici October Falls, un trio (che per l' occasione si è trasformato in quartetto) che con questo ultimo, in ordine di tempo, capitolo si getta di pieno petto nel mondo di quello che molti amano definire Depressive Black Metal.
Per quanto riguarda gli October Falls non reputo la dicitura Depressive Black Metal molto congeniale. Credo che il motivo di tale etichettatura sia dovuta all' attitudine alla melodia della band, una particolarità che unita ai pattern black decisamente down-tempo, riconducano la loro musica ad una matrice di natura Doom che farebbe sentire il suo peso nell' aspetto emotivo del loro lavoro.
Forti della loro esperienza Folk/Black, gli October Falls si cimentano in un' “Aria” dal sapore Total Black senza però disconoscere le loro origini. “A Collapse Of Faith” è un disco del quale non è semplicissimo parlare data la sua particolare articolazione: un' unica traccia di 40 minuti divisa in tre movimenti. Come ho già detto, unendo Black (palese nelle sonorità) e Folk (qui si configura nell' aspetto emozionale) , gli October Falls creano un vortice di sensazioni dal mood enigmatico ed estremamente denso come un sempiterno autunno, nonostante le ritmiche e le melodie sembrino animate da un' imperante forza centrifuga che, unitamente alla lunghezza dei movimenti, spingerebbe l' album ad essere un'unità di molteplici momenti diversi e lontani tra loro. Ma non è così.
“A Collapse Of Faith” è proprio come la foto scelta per la cover: una foresta di conifere che grazie alla forza del bianco e nero, sembra immobile nei movimenti e nel tempo, ma anche questo non è totalmente veritiero. Dentro di essa c'è vita, proprio come c'è vita in questo lavoro che Depressive non è, anzi, è il suo opposto. A modo suo.
E questo modo non può essere analizzato su piani tecnici e compositivi, tutto ciò che c'è da fare e sedersi e lasciare che questi 40 minuti di freddo Nord invadano la stanza senza che vi si opponga resistenza; resistenza che non avrebbe comunque vita facile, perché questo è un disco che scioglie il cuore.