
Settima release per i Paganizer di Roger "Rogga" Johansson ( Terminal Grip, Carve, Demiurg, Banished From Inferno, Edge Of Sanity, Deranged, Foreboding, Ribspreader, Eaten, Those Who Bring The Torture, Putrevore, Revolting, Bone Gnawer, Sinners Burn), ormai vero e proprio, protagonista di quella scena death svedese, volta a riproporre sonorità classiche. Questo nuovo Scandinavian Warmachine, è l'ennesimo capitolo, di una band, che proprio non vuole saperne di sperimentare, e che resta fedele a sé stessa, proponendo sempre ottimi lavori, che la qualificano, come vero e proprio baluardo, per ciò che concerne il death metal old style.
Le coordinate, su cui si muove il disco, sono le classiche proposte dai Paganizer, e vanno dagli Entombed (i primi due albums) ai Grave, passando per Unleashed, Edge Of Sanity e Dismember. Il disco, nel suo complesso risulta molto godibile, nel suo associare, accelerazioni repentine, rallentamenti morbosi e riffing dalle sfumature thrashy ed heavy metal; unico punto negativo, potrebbe essere l'eccessiva durata dell'album (55 minuti), e un ripetersi di alcune strutture, che verso la conclusione, del disco stesso, potrebbero arrecare un po di noia. Un album onesto e coerente, che trova momenti eccellenti, come nella splendida Colder (dotata di alcune aperture melodiche di forte impatto) o nel mid-tempo della title track, degni di nota, anche gli assalti selvaggi che prendono il nome di: The Skies Bleed Napalm, Forever Scorned e Thule In Flames.
Scandinavian Warmachine è una piccola summa, di quanto proposto dal classico death metal svedese, e quindi se amate queste sonorità, o più semplicemente, volete un album, onesto e cattivo, di sano, vecchio death metal, non potete non farlo vostro.