
Le cose, si sa, possono essere fatte secondo una diversità di modi. Ma può capitare che spesso si conoscano poche modalità e quindi si resta simili a sé stessi; qualcuno potrebbe dire fedeli. Dico questo, perché i danesi Panzerchrist proprio non vogliono saperne di cercare un piccolo barlume di innovazione e danno alle stampe questo nuovo “Regiment Ragnarok”, album che per la band rappresenta il sesto Full-length.
E se dal punto di vista sonoro la miscela di Black e Death Metal è rimasta più o meno invariata rispetto alla restante produzione discografica della band, anche per ciò che riguarda i testi, i Panzerchrist continuano imperterriti a mettere in primo piano: guerra, eliminazioni fisiche e sentori dotati di forte negatività. In realtà rispetto al recente passato, la band con questo nuovo lavoro marca maggiormente gli accenti Black, concedendosi ogni tanto anche qualche fraseggio dai risvolti melodici sinistri ed epici come accade nella buona “For the Iron Cross”.
Per il resto si assiste alla classica messa in scena di tanto mestiere e cui fanno da contralto poche idee, ma che trovano in una esecutività marziale e fiera il proprio mood più profondo. E come accade per una miriade di bands troppo atte ad autocelebrarsi, spesso si perde di vista il punto di vista dell’ascoltatore e si mettono in campo, brani alquanto simili che non eludono sensazioni di tediose.
Il disco ha una doppia valenza: per coloro che supportano la band ed apprezzano il monolitico sound proposto, non vi sarà delusione alcuna, perché i danesi tengono fermi tutti i punti che li hanno resi celebri. Per tutti gli altri, consiglierei l’ascolto; più che propedeutico all’eventuale acquisto. Del resto, essendo venuti a morire i God Dethroned (e tenuto conto delle differenze del caso) potreste trovare nuova linfa e saziare la vostra volontà marziale con la suddetta band. Anche se sfornare una serie di albums tutti simili potrebbe far storcere il naso ai più.
Un lavoro sopra la media che però pecca dal punto di vista della varietà.