
Sono rimasto assolutamente sorpreso dopo aver ascoltato questo split album, in particolare per la proposta di una delle due bands che compongono il lavoro; ovvero i fiorentini Pistöns, un vera e propria macchina da guerra sonora, fautrice di una combine violentissima di Motorhead, G.B.H. e Discharge. Capaci di imporre la propria personalità attraverso sette brani dal piglio grezzo e sporco, ora veloci e diretti come nell’opener “Sentenced to Die” e in “Bloody War”, ora dal mood maggiormente rock oriented come in “Shut Your Mouth” e in “I Won’t Talk”. Davvero ottima la compattezza sonora tutta che il trio riesce a sciorinare nella breve durata della prima parte del lavoro in questione. Da seguire e supportare senza remore.
Per ciò che invece concerne la seconda parte di questo split, ci si trova a dover giudicare la proposta dei brasiliani Besthöven, autori di un sound tra Crust e D-Beat che richiama, forse troppo, il minimalismo dei Discharge. I quattro pezzi presentati dalla band, seppur buoni, non aggiungono e non tolgono nulla a quanto già detto nel genere in esame e si pongono su una soglia qualitativa che on supera mai la sufficienza.
Concludendo, l’album merita di essere ascoltato, in particolare per la proposta dei Pistöns, dotata del giusto compromesso tra violenza, grezzo rock sound e metal, ed anche se i Besthöven, dimostrano di saperla lunga, per ciò che concerne le sonorità da essi proposte, in una virtuale battaglia tra le due bands, gli italiani escono assolutamente vincitori.