
Semplicità, energia, cuore, attitudine disincantata, è con ciò che può essere riassunto questo nuovo album dei veterani Raven. Tra i padri putativi dello Speed Metal (o come la band stessa ama autodefinirsi “athletic rock”), la band di John Gallagher tra alti e bassi giunge con “Walk Through Fire” al dodicesimo studio album e lo fa con un tratto distintivo che è vera e propria devozione ad un sound diretto e libero da psicologismi e complicazioni. Un sound che veloce, dal mood votato al divertimento, dominato da un continuo rincorrersi di riffs che sono vere e proprie rasoiate e ritmiche arrembanti entro le quali si staglia uno dei trademark della band, ovvero le vocals urlate e sgraziate di Gallagher che sanno di isteria.
L’album è composto da quindici brani (13 inediti, la cover dei Montrose “Space Station #5” ed un brano live) ove viene in primo piano una band ancora dalla forma invidiabile, a dimostrazione di ciò ci sono: “Against The Grain”, “Breaking You Down” e la dichiarazione di intenti che è “Attitude”, tra i brani migliori del lotto. Detto questo, bisogna dire però che questo nuovo album degli inglesi, non vive di soli momenti di rilievo, ed a conferma di ciò arrivano: le prevedibili “Long Day's Journey”, “Hard Road” e la spenta “Armageddon”, questo però non deve far pensare ad un passo falso, anche perché dove non arriva l’innovazione vi è la storia personale della band a porre rimedio. Nel senso che comunque, se si tiene conto di quanto la band ha regalato e del trentennio sonoro che la stessa ha sul groppone, qualche brano non perfetto è più che accettabile.
Un buon album, certo non epocale, ma nel suo complesso dai tratti sorprendenti, in particolare per la vena di fondo che non sembra essersi scalfita con il passare del tempo. Un piccolo regalo che la band dona a tutti i metal fans dai trenta anni in su.