
I Realmbuilder sono americani e questo “Summon the Stone Throwers” rappresenta la propria opera prima. L’album in realtà è uscito nel 2009, solo in vinile, e solo un anno dopo, indi qualche mese fa, ha ricevuto anche forma digitale.
Con i Realmbuilder il Metal fa un cospicuo passo indietro verso il feeling 80’s che avevano le realeses di bands come: Manilla Road e Cirith Ungol. La band, infatti propone un sano Epic Metal velato di accenti Doom, ove la fanno da padrone: ritmiche marziali, riffing essenziale e deciso e vocals che esplodono in forma corale nei chorus. “Summon the Stone Throwers” si compone di sette brani (per una durata complessiva di 35 minuti), che seppur non brillano per originalità risultano ben concepiti. A dimostrazione di ciò vi sono: il mid-tempo tellurico “Silver Ziggurat”, l’incedere nerboruto e feroce di “Ninety-NineRaids”, la Doom-oriented “Forgotten Minion”e le atmosfere cupe ed algide di “Colossal Glaciers”, l’episodio migliore del lavoro tutto.
Lungo tutta la durata del disco, la band dimostra di avere le idee ben chiare per ciò che concerne un sound tanto essenziale quanto secco e viscerale, certo i punti da rivedere ce ne sono, come ad esempio le vocals, che a volte non sembrano amalgamarsi al meglio con il sostrato imperioso del comparto strumentale, ed una personalità che fa ancora fatica ad imporsi. Ma ciò non toglie merito ad un’uscita discografica che saprà rivelarsi interessante per tutti gli estimatori del vero Epic Metal. I Realmbuilder si aggiungono a bands come The Gates of Slumber e The Lord Weird Slough Feg ed insieme a queste hanno il dovere di preservare il patrimonio epico/metallico statunitense.