
Secondo album per i russi Revelations Of Rain (Otkroveniya Dozhdya, nome originale della band), dediti ad un malinconico Doom/death a tinte fosche, pregno di umori sofferti e di spettrali squarci melodici che nascono di continuo entro classiche strutture doom/funeral. Il sound della band non brilla per originalità, ma riesce ad avere una vena evocativa forte, grazie ad un sostrato di tastiere che donano al corpus sonoro tutto, un arcano alone di maestosità, a queste componenti si associano abbastanza di frequente, momenti estatici fatti di acustici ed intensi arpeggi di chitarra, fughe pianistiche e vocals narrate.
I dieci brani presenti riescono, nonostante la proposta di difficile assimilazione, a mantenere vivo l’interesse dell’ascoltatore grazie all’alternanza delle due componenti che fanno da fondamenta a tutta l’architettura sonora, queste riescono ad essere sempre ben equilibrate nel proprio venire in primo piano e lasciano, alla fine di ogni song, una sensazione di vertigine ed un senso di malinconico affanno.
Concludendo, Revelations Of Rain è un album che dal punto di vista emozionale, riesce in pieno a coronare i propri intenti, ponendosi come un lavoro carico di interesse, nonostante il proprio non essere dotato di un forte taglio personalistico. Taglio personalistico che potrebbe venire fuori in futuro, ponendo magari l’accento sulle trame dotate di maggior melodia. Per ora il disco è consigliabile unicamente ai cultori del death/doom, pregno di accenti funeral.