
E chi non è abituato al suo modo di fare musica, quasi concepito come colonna sonora per i suoi stessi film. Chi non è stanco degli abusati cliché di cui si serve e che ci propina di continuo? Io personalmente si.
Egli è vittima e carnefice di se stesso. Il successo ,giunto dal fronte cinematografico, lo ha imprigionato in una forma che è caricatura dei personaggi dei suoi film e dei sui testi, ma che allo stesso tempo, diventa acclamato stereotipo della sottocultura dei b-movie.
Questa trasposizione musicale dei propri contenuti cinematografici ha condotto ad un estensione del bacino d' utenza dei suoi lavori, facendo in modo che chi lo ha conosciuto ,ed amato, come musicista, lo seguisse anche nelle sale, e viceversa. Manovra che, a dispetto delle qualità delle sue performance, gli ha sempre permesso di zittire tutti con i risultati economici. Potremmo citare altri personaggi che hanno avuto fortuna sia nel campo musicale che in quello cinematografico, ad esempio Woody Allen, eccellente clarinettista che ha fatto delle sue composizioni i leitmotive di numerose sue pellicole ( ad esempio: Anna e Le Sue Sorelle, Manhattan). Ma questa è tutta un' altra storia."Hellbilly Deluxe 2" dunque, è un ulteriore componente nel sistema-Rob Z. in cui torniamo a respirare quell' aria oramai diventata "stantia": sporcizia, sangue rappreso, lerci scantinati e nauseabonde abitazioni (Una situazione alla Halloween il film).
Il disco si apre con "Jesus Frankestein", brano dal quale capiamo immediatamente le intenzione di zio Rob: batteria minimalistica ed elementare, atmosfera che alterna momenti di grottesco Horror ad una quantomeno tentata tensione in veste acoustic . «Rock Motherfucker» ripetuto fino alla nausea è quanto di più scontato potesse venire fuori dalla fogna di Mr. Zombie, insieme a riff mediocri e estremamente prevedibili e che saranno sempre gli stessi per tutti i 46 minuti di durata del disco (In questo caso un eternità). Il brano in questione, "Sick Bubblegum", insieme al successivo "What?" sembrano voler rispolverare il più glam dei Southern-Rock anni 80, e i suoi colori. Stessa stoffa per la marziale "Mars Needs Women", l' ambigua "Virgin Witch", e così via fino alla fine dell' album.
Per tutto il lavoro scorrono sempre gli stessi giri di accordi e le stesse sezioni ritmiche, che uniti agli pseudo-fantasiosi titoli, fanno di "Hellbilly Deluxe 2" l' esatta trasposizione in musica del sequel di un suo film horror (magari anche di successo).In quest' album, Rob Zombie, sembra trattare i temi cinematografici a lui cari nello stesso modo in cui i Mötley Crüe trattavano il binomio Donna-Oggetto/Sesso Selvaggio. Libidine per il rivoltante ed ostentazione fino a creare un mito.
In tutta franchezza, un album inutile alla storia della musica, che non fa altro che confermare, ulteriormente, le mie convinzioni sulle doti artistiche di Rob Zombie.
Il suo modo di riciclare le idee altrui, non fa altro che catalogarlo come artista di serie b, ma purtroppo continuerà a raccogliere consensi finchè ci sarà anche un pubblico di serie b. Noi spendiamo parole e ci innervosiamo, lui gode.
Vogliamo parlare anche di "Werewolves Women Of The SS" e del suo ululato iniziale? Ma fatemi il piacere.