
A giudicare dalla sola cover (orrenda), questo debut album degli australiani Shackles, si presentava come il classico album di heavy metal 80’s oriented, ed invece Traitors' Gate, con mia piacevolissima sorpresa, si è rivelato un buonissimo album di thrash old school. Un album che ha i suoi riferimenti maggiori nella scuola tedesca, ed in particolare nelle primissime produzioni dei Kreator, ma a differenza della band di Mille Petrozza e soci, gli Shackles, riescono a destreggiarsi anche su territori lontani dalla scuola thrash, sono molti infatti i riffs in stile death-Doom, che donano al disco ed alla band, una buona dose di personalità.
Certo, il minimalismo della proposta tutta, elude innovazione, sperimentazione, e tutto quello che possa togliere al disco quel fascino old style, che è la prima e fondamentale caratteristica di Traitors' Gate . Nove tracks, che vi riporteranno indietro nel tempo, a quando ancora erano in atto quelle splendide rivalità tra sottogeneri, una su tutte, quella tra thrashers e glamsters. Un album che è un tributo alla storia da cui è stato partorito. Indi se siete tra quelli, che amano le sonorità classiche e le produzioni “polverose” fate vostro Traitors' Gate, potrebbe rivelarsi un piccolo lavoro di culto. Se invece, amate le super produzioni, la pulizia sonora e la commistione tra generi, potrete fare sicuramente a meno di questo disco.