
Terzo studio album per gli austriaci Siegfried, band autrice di un epic/heavy metal dal taglio operistico. Questo non deve far pensare al sound della band come un surrogato delle produzioni power/epic che negli ultimi anni hanno inflazionato il mercato, e nemmeno al calssico epic metal di bands come Manilla Road e Cirith Ungol.
Quello dei Siegfried è un sound dal taglio classicheggiante ove abbondano tastiere, cori e dove le parti vocali (tre sono i singer coinvolti nel progetto) hanno rilevanza massima. La storia di fondo di “Nibelung” è tratta dal poema epico “La Canzone Dei Nibelunghi” scritto nel tredicesimo secolo, e le songs presenti nell’album, altro non sono che le vicende che si susseguono nel poema e che vedono come protagonisti Sigfrido e Brunilde, intorno a questi girano altri personaggi come Fanfir (fratello di Sigfrido, che all’interno della narrazione diverrà un drago) ed il nano Alberico.
L’album, interamente cantato in tedesco, anche se evidenzia una certa prolissità di fondo, riesce a ricreare un continuo di atmosfere epiche e marziali e l’interpretazione dei personaggi del poema è davvero ben fatta, questa ha una tripartizione che vede Sandra Schleret interpretare il ruolo di Brunilde, Werner Bialek che si cala nel ruolo di Sigfrido e Bruder "Hagen" Cle che si occupa dei ruoli dei rivali dell’eroe Sigfrido, con vocals gutturali ed orchesche; di particolare interesse la sua interpretazione nella malvagia “Fafnir”.
Vi è poco altro da aggiungere ad un lavoro che pur evidenziando qualche calo compositivo, riesce a calarsi in pieno nella vicenda narrata, questo potrebbe rendere abbastanza ostico l’approccio a coloro che non conoscono e che non intendono conoscere il concept, ma non toglie merito all'album.