
Quanto, un’ottima produzione, un buon piglio esecutivo ed una buona dose di sana facilità Glam possono porre rimedio ad un taglio personalistico dai tratti acerbi? È questo il quesito che mi guida nello scrivere di questo omonimo album degli Skull Daze, band nostrana dedita a sonorità Sleaze Rock/Glam Metal. Si perché la band nonostante un lavoro dal giusto piglio, vedi l’immediatezza dei chorus ed una essenza volutamente e voluttuosamente sfrontata, non riesce ad imporre, lungo tutta la durata dell’album in questione, la propria personalità, finendo col risultare schiava dei propri riferimenti sonori, Motley Crue e Pretty Boy Floyd su tutti.
Il disco si compone di undici brani che si lasciano ascoltare senza difficoltà e che trovano la propria ragion d’essere in un nostalgico invito a godere di quelle sonorità che un ventennio orsono la facevano da padrone lungo il Sunset Boulevard, esempi fulgidi di quanto detto sono: “Back to Hell”, “Believe” e la song manifesto “Sex Drugs and rock 'n Roll”, veri e propri rimandi ad un universo fatto di makeup e dissolutezza. Per la restante durata dell’album, quanto descritto non muta, lasciando campo ad una certa prolissità compositiva che non tiene al riparo da qualche sensazione di tedio.
In conclusione; un lavoro sopra la sufficienza che ha comunque il merito di riaccendere l’attenzione su di un genere che in Italia non ha mai goduto di fortuna. Un album in cui l’apparire, spesso, trionfa sulla sostanza. Un lavoro figlio di una band che ha bisogno di esorcizzare i propri riferimenti sonori quanto prima, così da compiere il salto di qualità definitivo.