
Secondo capitolo per i nostrani Stillness Blade, progetto partito come "one man band" di Max Schito, ma che dopo il primo demo "SoulBlighter pt.1" è invece diventato un vero e proprio gruppo, con l'ingresso in formazione di Gianpaolo Marsano al basso ed Antonio Donadeo alla batteria.
Concettualmente il disco è molto ispirato. Ogni traccia racconta di un omicidio, ognuno dei quali effettuato con un'arma diversa. Per calare l'ascoltatore nella giusta atmosfera, per farlo immergere nel luogo dove avviene l'esecuzione, ognuna delle otto tracce che compongono "Break of the Second Seal" è anticipato da un'introduzione che ci fa ascoltare gli stessi rumori che si potrebbero ascoltare nel luogo dell'assassinio, in una vera e propria immersione che sa di lucida follia e turculenza.
Dal punto di vista strettamente musicale il lavoro è ancora più meticoloso e curato di quanto non lo sia per l'aspetto lirico; il livello tecnico dei tre è altissimo, e l'ottima capacità compositiva fa si che nonostante la complessità tecnica non si abbia mai la sensazione di una esecuzione narcisistica, lasciando sempre in primo piano l'impatto e la brutalità dei brani. I suoni perfetti, poi, esaltano le trame e gli intrecci strumentali, tra i quali si colloca a perfezione anche il particolare growl di Max. Inutile provare a scegliere tracce più rappresentative, ognuna con la sua personalità e potenza concorre per plasmare un ottimo lavoro di death metal tecnico e brutale che è "Break of the Second Seal - The Eternal Damnation".