
Famosi, in particolare, per l’arresto dell’ex bassista Ilvastar, che nel Giugno 2003 fece irruzione in un crematorio decapitando un cadavere, giungono al quarto studio album i norvegesi Svartahrid, dal titolo emblematico e scontato Malicious Pride, album che propone un classico black metal di puro stampo norvegese, intento a riciclare le sonorità che hanno reso celebri bands come: Satyricon Darkthrone ed Emperor. L’album di per sé non è un cattivo prodotto, nel proprio combinare sferzate fatte di pura furia black e momenti dotati di maggior riflessività, ove il sound tutto tende ad acquisire un taglio evocativo, questo grazie anche ad un uso accorto delle tastiere, che non eccedono mai facendo sfociare la proposta verso lidi sinfonici.
Le dieci tracks presenti si nutrono dei classici elementi che hanno reso gloria la genere, vedi: riffing minimalista, tirato ed estremo; blast-beat selvaggio e scream vocals immonde che spesso eccedono dando una impressione grottesca del tutto. Degna di nota la track Freezing Sorrow, che riesce a porsi una spanna su tutte le altre, grazie a momenti rallentati che riescono a donare sensazioni algide e sofferte. Per il resto si assiste ad un continuo ripetersi di stilemi fin troppo inflazionati, che con l’andare degli ascolti potrebbero arrecare corpose sensazioni di tedio.
Concludendo, Malicius Pride è un lavoro appena sopra la media, che ha in sé qualche punto di interesse, ma anche alcune banalità evitabilissime. Resta comunque un lavoro di buona fattura che non aggiunge e non toglie nulla alla storia di un genere (black metal norvegese), in balìa di estremo calo creativo. For die-hard black metallers only.