
Debutto discografico per il nuovo progetto di Christian Älvestam (ex-Scar Simmetry) dall’emblematico moniker The Few Against Many. Quello proposto, da questo nuovo progetto del musicista svedese, è un death metal melodico di stampo swedish colmo di riferimenti progressive, che associa magistralmente riffing serrato e divagazioni pregne di tecnicismi in un corpus sonoro che trova i proprii riferimenti negli stessi Scar Simmetry e nei Miseration.
Le otto tracce presenti riescono ad alternare con facilità aggressione e melodia, nel più classico stile svedese, e non sono prive di punti di interesse, tra tutti, i continui richiami alla tradizione progressive, che si attuano previo continue intrusioni di tastiera, che hanno il pregio di non smorzare mai l’impatto di fondo, e che rendono il sound tutto, pregno di sensazioni differenti. Sensazioni dal flavour epico e monumentale, come nel caso di “Blod”, o aliene e distanti come nell’ottima “Hadanfard”. Una citazione particolare va a “Heresi” che con i suoi sette minuti fa da vero e proprio manifesto sonoro di Sot. Vi è poco altro da aggiungere, oltre al fatto che ci si trova al cospetto di un lavoro ben congeniato, ottimamente suonato e prodotto, che ha come unico smacco, i rimandi alla band madre di Älvestam, ma è davvero cosa da poco se paragonato ad un lavoro interessante e dinamico, come Sot da dimostrazione d’essere.
Se state cercando un album aggressivo e originale, che non si esaurisce dopo pochi ascolti, Sot saprà soddisfarvi.