
Seconda prova in studio per gli americani The Howling Void, che si confermano come una band di tutto rispetto nel panorama Doom/Death Metal. A questo punto però bisogna fare subito una premessa, perché la proposta di questo progetto (in realtà una one-man band) si colloca entro lidi atmosferico/sinfonici ove hanno grande risalto la parti di tastiera e gli arrangiamenti tutti. A ciò si aggiungono corposi accenti Funeral che rendono le dinamiche strumentali maggiormente pesanti e tetre.
“Shadows Over the Cosmos”, come il titolo stesso preannuncia, vive di negativi slanci romantici, in una dialettica che si esprime attraverso sensi di ombrosa beatitudine entro i quali si stagliano cascate di riffs, imponenti ritmiche votate alla ripetizione e melodie di pianoforte dal taglio neoclassico che si fregiano dell’essenza di piccoli Notturni contemporanei. Cinque tracce ove vengono in primo piano lunghe e desolate parti strumentali, intervallate da vocals raggelanti e straziate nel loro proferire fosco.
Per la sua articolazione, la proposta degli The Howling Void è destinata ad un ascoltatore già avvezzo alle sonorità in esame, e che senta il bisogno di una musicalità intensa che tenda a smarrire attraverso l’ascolto. Un lavoro degno di nota.