
Terzo full-length, per gli Urna, progetto di MZ (Locus Mortis, Arcana Coelestia), che vede anche la partecipazione, del vocalist degli stessi Locus Mortis, RM. Quello che c’è da sottolineare, sin da subito, è, che ci si trova al cospetto di un album pregevolissimo, volto a proporre sonorità che abbracciano: funeral Doom e post-black metal, e sprazzi drone, in un ibrido pregno di rimandi esoterici. Un album dal mood depressivo e sofferto, che pur nella sua originalità, resta parzialmente incompiuto, è come se nelle sei tracks presenti, venisse in primo piano, una costante tensione, che però non riesce a trovare un punto d’arrivo.
Un disco, che è manifestazione, di un continuo tendere, verso qualcosa di squisitamente ideale, che però resta, celato ed inafferrabile. Sei composizioni, volte, attraverso la ripetizione (non ripetitività) di alcune strutture portanti, a rimandare ad altro da sé. Un piccolo strumento contemplativo, che elude ogni rimando, a qualcosa di determinato, e per questo, oltremodo ostico.
Un lavoro, che merita la massima considerazione, dal punto di vista sperimentale, che non da appigli all’ascoltatore, gettandolo, in una continuo divenire fatto di incertezze. Iter Ad Lucem è un’opera, che si rivolge a pochissimi; un vero e proprio manifesto sperimentale.