
Un thrash metal che ricorda la fase produttiva recente di band come Exodus e Kreator, ma comunque con una struttura e un' andatura, che si rifanno all'epoca d' oro degli 80's."All that's behind" è un album fatto di rabbia mista a nostalgia e frustrazione.
Una nostalgia che viene narrata da episodi storici come il golpe in Spagna del 1981, (che ci viene raccontato via radio nell' intro "Al Suelo Todo El Mundo"), oppure da "Slaughterhouse of Parliament", che si apre con il discorso che tenne Bettino Craxi il 3 Luglio del 92 in occasione dello scandalo Mani Pulite in Parlamento.
Memori di ciò che accadde e consapevoli di ciò che sta accadendo, i Vehement si esibiscono in un crescendo di cruda violenza musicale, che parte dagli up-tempos di "The Slow Drowning Of Morality" per poi passare tra gli strettissimi e affilati riffs di "Preachers of Warfare" e le opprimenti "Memento Mori" e "High Blood Pressure" che si configurano come i momenti più alti di tutto il lavoro.
E' con ciò che i Vehement vogliono dimostraci il loro disappunto e la loro unica soluzione.
Come è deducibile dalla tracklist, uno dei temi principali è la politica, quella fatta di corruzione e sotterfugi, quella marcia, e attraverso la loro musica e le loro rievocazioni i Vehement ci proiettano in un utopica rivolta contro il sistema politico (parlo sempre per linee generali non mi riferisco a quello italiano).
Infatti non ci sembrerà strano se la già citata "Sloughterhouse of Parliament" e "no Reason To Fight for" sembreranno rimandarci a quelli che un tempo erano i Sepultura.
Lungi dall' essere un capolavoro, "All That's Behind" scorre che è una meraviglia, e come ho già detto si colloca esattamente sulla linea che separa, e che quindi è anche luogo di fusione, il trash old school e quello di nuova generazione.
Ineccepibili anche dal punto di vista tecnico i ragazzi di Verona sicuramente avranno successo, e noi gliene auguriamo tanto.