
I Wedding in Hades provengono dalla Bretagna francese e con “Elements of Disorder” immettono sul mercato discografico il primo album. Le note biografiche della band portano la dicitura Gothic Metal, alla voce “genere”; mai nulla di più approssimativo. Si perché i francesi, nonostante una proposta sonora che riprende il discorso della scena gothic inglese degli anni 90, non riducono il tutto a questo singolo elemento, ma infarciscono la decadenza, le note di piano e gli arpeggi elettrici di fondo, con corpose sferzate Death Metal. E sono proprio tali elementi di disordine, come recita il titolo, a rappresentare l’elemento di maggiore interesse, perché apporta varietà, del disco.
In virtù di ciò, il sound della band è più assimilabile alle primissime produzioni dei Paradise Lost, ove ai tratti gotico/romantici si associavano bui rimandi e divagazioni gutturali. Esempio lampante di quanto detto sono tracce come: “As You Die”, aperta da delicate note di piano che lentamente cedono il campo, dapprima a riffs lisergici e poi ad intese movenze death metal old school. Di eguale articolazione sono anche la successiva “Centuries of Men” e “Doomed”, che rappresenta l’episodio migliore dell’album tutto, perché riporta in auge essenziali ma efficaci tracciati Doom/death.
Prescindendo dai singoli meriti, il lavoro in questione, scorre in maniera fluida nonostante la durata delle tracce (tutte introno ai 7 minuti) e si lascia apprezzare per una musicalità di buona caratura, che se anche non fa dell’originalità il proprio punto di forza, riesce a rimandare l’ascoltatore indietro nel tempo, ovvero a quando il death metal inizio a farsi introspettivo e melanconico. Da rivedere alcune melodie, che a volte donano un senso di “già sentito”, ma ciò è del tutto perdonabile ad una band alla prima release discografica.
I Wedding in Hades hanno tutte le carte in regola per regalarci in futuro, qualcosa di molto interessante, intanto potreste concedergli un’opportunità, in particolare se non avete mai apprezzato la svolta in favore della sola drammaticità del death/gothic.