
Dopo due split-album giungono al primo full-length gli inglesi Wodensthrone e lo fanno con un buon album, che farà la felicità di coloro che apprezzano il black metal dal taglio epico ed atmosferico. Loss propone otto brani dove si intravedono gli spettri di Bathory (nella componente epic)dei primissimi Dimmu Borgir (quelli di For All Tid) e di Burzum. Tutti i brani che compongono il lotto sono ben strutturati e riescono a ricreare atmosfere antiche ove prendono forma ideali pagani e scenari naturalistici. Pur non brillando per originalità, la proposta sonora della band non esclude punti di interesse, tra questi: le intrusioni di chitarre acustiche, sfaccettature folk, un cantato che spesso cede il posto ad una vera e propria narrazione ed un tappeto di tastiere denso di toni epici ed enfatici. Grazie a questi elementi i Wodensthrone, riescono a regalare degli ottimi brani come: “Leódum On Lande” o la lunga e marziale “Black Moss”, dove tra sferzate black e riflessioni epic, riesce a venire fuori quel barlume di personalità in grado di far fare all’album un piccolo salto di qualità, ponendolo sopra la sufficienza.
Peccato per una registrazione, che nei momenti maggiormente cruenti, perde un pò di mordente e per alcune ingenuità di fondo volte a riecheggiare le bands dalle quali gli inglesi prendono ispirazione. Un lavoro di buona fattura che merita di essere ascoltato, in particolare perché mantiene gli intenti che si pone, nel proprio ricreare atmosfere marziali tinte di paganesimo.