
Terzo album per la pagan metal (così i Wolfchant amano definirsi) band tedesca, che segue il precedente A Pagan Storm (del 2007), disco che aveva dato alla band un buon ritorno, in quanto a notorietà.
Determined Damnation , dal punto di vista lirico e da quello musicale, non si discosta più di tanto dal suo predecessore, e propone la classica miscela sonora, che è ormai un marchio di fabbrica per i Wolfchant. Lungo le 14 tracce che compongono l'album, è possibile ritrovare elementi che vanno ad inglobare, heavy metal classico (di stampo 80's, forti sono le influenze "maideniane"), ritmiche speed/thrash ed un feeling sinistro, dato dalle scream vocals del singer Lokhi.
Ben bilanciato tra up e mid tempos, Determined Damnation è un disco che si lascia ascoltare in maniera piacevole, ed in più punti riesce a divenire trascinante, come solo il classico heavy metal 80's, riesce a fare. Questo anche grazie, ad un gusto per i chorus, dal mood catchy ed accattivante, che eludono ogni rimando a sensazioni di "già sentito" e deja vu di sorta.
Un disco profondamente legato alla tradizione, che raggiunge i suoi punti di eccellenza in canzoni come, World In Ice (speed song dinamica, una vera e propria cavalcata in stile maiden), e nella title-track, un vero e proprio anthem. Di pregevolissima fattura, il lavoro fatto dai due chitarristi Skaahl e Derrmorh, in alcuni casi ricordano davvero alla storica accoppiata Murray/Smith.
Determined Damnation, è un album che di certo non innoverà il corso di un genere musicale, ma che riesce a piacere, proprio perchè guarda alla tradizione e si tiene sempre ben lontano da bieche scopiazzature, a testimonianza che alcune sonorità sono ancora lontane dal finire nel dimenticatoio.
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