
Seconda studio release per i semi-sconosciuti, almeno per chi scrive, Xerión, band spagnola (dalla Galizia per essere precisi) che attraverso questo “Cantares das loitas esquecidas” si fanno notare per una buona dose di spunti compositivi molto interessanti che prendono forma entro lidi Black Metal di natura più consona.
L’album, interamente cantato in galiziano, abbraccia quella fascia di sonorità che si pongono a metà strada tra la tradizione Black e rimandi epici, ed è proprio in questo senso che spesso la band ricorda da vicino i Dimmu Borgir di “For All Tid”. Entro le nove tracce incluse nell’album trovano spazio: suadenti arpeggi acustici, malinconiche parti sinfoniche (apprezzabili perché “asciutte” e prive di sfarzo) e un costante ed orgoglioso senso marziale. Il cantato in lingua madre rende la proposta particolarmente affascinante e dona una certa verve armoniosa alle classiche scream vocals. Da quanto detto, nascono brani ottimi come la malinconica “Morte na iauga”, o come la veloce e fredda “A alquímica dexeneración da ialma”. Una citazione particolare merita la conclusiva “Pvtrefacta anima nostra”, aperta da un mistico coro in latino che lento sfocia nel più algido verbo Black.
Un lavoro molto interessante, da parte di una band dotata della giusta personalità e fautrice di una proposta non facile. Una proposta che nonostante non sia innovativa in toto, si fa apprezzare grazie ad un songwriting di tutto rilievo.