
È disarmante il riascolto di alcune realtà della scena heavy italiana; disarmante perché come nel caso dei veronesi Black Hole ci si trova davanti ad un band dotata di un personalità unica. Una personalità che riuscì a combinare in maniera sublime il Doom Metal e la tradizione Progressive/Horrorifica 70’s inaugurata da una band come i Jacula e proseguita dagli impeti soffocanti e sinistri di Paul Chain.
L’album in questione “Land of Mystery”, uscito originariamente nel 1985, rappresenta la prima release per la band, ed oggi viene ristampato in edizione limitata (500 copie) da Andromeda Relix con distribuzione Black Widow. Quello dei Black Hole è un sound dai tratti onirici che combina: tetri riffs di classica matrice Doom (Black Sabbath e Saint Vitus), passaggi di tastiere sepolcrali, nella evocativa doppia forma hammond/organo, ed un feeling di fondo oscuro ed arcano che non disdegna rimandi a forme di persuasiva ed inquieta psichedelia.
L’album è composto da sette brani (più due bonus tracks, in questa ristampa in digipack) pregni di rimandi ad un universo orrorifico che descrive, in maniera quasi visiva, scenari d’essenza misterica e stati di coscienza alteri. A tali movenze liriche fa da riflesso un sound basso, tanto viscerale, come nell’opener “Demoniac City” (ove riaffiorano rimandi alle ritmiche veementi della N.W.O.B.H.M.), quanto atmosferico, come dimostra la decadente “Bells of Death”. Un vero e proprio continuum di colorazioni fosche e nebbiose, è questa la vera essenza di “Land of Mystery”.
Un lavoro capace di innestare su solide basi sonore tradizionali, un personalissimo piglio che sa di avanguardia, vi basterà ascoltare la titletrack ove ad un nenioso riff simile, per articolazione oscura, a quella “Electric Funeral” dei Sabbath, si associano passaggi fatti di chitarre “liquide” e di morbose tastiere.
Un lavoro che ancora oggi è in grado di stupire e di ammaliare. Prescindendo dalle composizioni ciò che va necessariamente aggiunto ad un album come questo, è il venire in primo piano di quella passione e di quella attenzione di chi, non godendo dell’appoggio di un grosso comparto promozionale e di una label di caratura elevata, sa che dovrà giocarsi tutto in una sola opportunità. Questo era il vero spirito di chi aveva scelto di non donarsi alla facilità ed alla immediatezza d’ascolto. Questo è il vero spirito che non anima più la maggior parte delle produzioni odierne.
Un must.